Dicci chi sei, cosa fai nella vita di persona e nella vita di artista e come mai sei qui.

Sono Erika Riehle, vivo a Torino e la mia vita di persona si fonde completamente a quella di artista, penso di vivere in una fase transitoria nel ruolo sociale, in uno dei tanti intervalli che la vita ci sottopone (come scriveva F.Nietzsche “La vita è fatta di rari momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli…”).
Nel 2008 ho conseguito il diploma di laurea in Arti visive e discipline dello Spettacolo presso l’Accademia Albertina di Belle Arti e sono in perenne bilico tra vari lavori temporanei e passeggeri… ma la costante fondamentale della mia vita è la pittura.
Sono qui perchè non ho esitato neanche un minuto a partecipare a questo interessante progetto.

Presentati con un’opera d’arte del passato di qualche grande (o non grande) artista e perché.

Le immaginarie architetture de Le Carceri d’invenzione (1745-50) di Giovanni Battista Piranesi, perchè il loro potere è allucinatorio, sono dei teatri alla rovescia, sono l’altra faccia dell’armonia, sistemi chiusi, isolati, che non hanno vie d’uscita, portano l’osservatore a guardare con la forza di penetrazione di un voyeur impietoso alla ricerca dei segreti più intimi. Una sorta di discesa verso le regioni profonde per ritrovare ciò che si è voluto dimenticare, o ciò che è stato sepolto, ignorato, per riguadagnare una nuova visione dell’esistenza profonda.

La cosa che non sopporti e la cosa che ami nel mondo dell’arte.

Mi viene in mente la definizione di Keith Haring “L’arte celebra l’uomo, non lo manipola” e purtroppo quello che non sopporto sono alcune situazioni in cui l’arte, o per meglio dire il sistema dell’arte, manipola l’uomo a proprio favore.

La persona o l’evento che ti ha cambiato la vita (a livello artistico).

Non sono realmente convinta che qualcuno o qualcosa mi abbia cambiato la vita, sono piuttosto certa di aver incontrato persone e aver vissuto eventi che mi hanno trasformato, arricchito, deluso, evoluto, … lentamente nel tempo, e chissà se il bello dovrà ancora arrivare!?!

Hai già visto Camo? Che impressione ti ha fatto?

Non ancora ma spero prestissimo.

La tua opera biglietto da visita.

E’ difficile definirne solamente una, ogni lavoro è come un figlio, come si può voler bene più a uno che a un altro?

Museo a Cielo aperto. Come lo vedi il cielo sopra il progetto?

Vedo un cielo tempestoso, che non passa inosservato, ricco di forti sensazioni…

Anteprima sul tuo lavoro che esporrai.

Un dittico realizzato ad acrilico su tela che rappresenta lo stesso spazio visto da due punti di vista in contrapposizione, accentuato da forti tagli di luci e ombre.

Cosa saresti se non avessi fatto l’artista?

Sarà una risposta scontata ma sincera: l’artista.

 

Per vederne di più…

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