Maria Antonietta Macciocu è nata a Sassari nel 1946, dove ha frequentato il liceo classico “Azuni”.

Iscrittasi a lettere moderne presso l’Università di Cagliari, ha preparato a Milano la tesi di laurea su “Giorgio Strehler e il Piccolo Teatro”, successivamente tradotta e pubblicata in francese sui numeri 12/13 dei “Cahiers Théatre Louvain”.

Ha insegnato lettere in Sardegna e in Lombardia, prima di trasferirsi definitivamente a Torino, dove vive dal 1974.

A Torino, dopo anni di insegnamento nelle periferie industriali, dove è venuta a contatto con i problemi conseguenti all’immigrazione meridionale, ha lavorato fino a tre anni fa presso la scuola media del Conservatorio, di cui è stata anche reggente per cinque anni.

Al Conservatorio, ha avuto modo di soddisfare il suo amore per lo spettacolo e per la musica, partecipando continuativamente alle attività del teatro Regio, come “La scuola all’Opera” e le attività didattiche e di laboratorio collegate agli spettacoli.

Appassionata di poesia, ha tenuto per i ragazzi laboratori di espressione poetica, scoprendo in sé un’attitudine alla poesia che l’ha portata a pubblicare nell’aprile del 2010, con la casa editrice “Mediando” di Sassari, “Amore che non tocca”, libro di poesie sulla Sardegna. La lontananza infatti non ha scalfito l’amore per la sua terra né tanto meno l’attenzione per i problemi che la riguardano.

Sempre nell’aprile 2010, tre sue poesie sono state selezionate e pubblicate nell’antologia “Chorus”, edita da Ibiskos.

Nel 2002 ha collaborato come free lance alla rivista romana “Inoltre”.

Dal 2007 fa parte dell’associazione torinese “Donne per la difesa della società civile”, per i tipi della quale scrive poesie, memorie e riflessioni di politica e di costume.

“Petalie” segna il suo esordio nella narrativa.

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