il Programma:

| h. 11.30 @ Pinacoteca civica | Rassegna Return_art:

| BASANESE _ MAGRI _ LAUSTINO _ PAIRONA _ FASOLO _TANCREDI _ MIGNATTA _ CANNITO _ SZUBA _ BATTAGLIO_IERANO’ _ PELLERANO _ FINETTI _ SCARLATA _ D’AMBROSIO_AMPRIMO _ BARETTINI _ GIARDINO _ GALLO _ FANTINATO _QUARANTA _ MONOPOLI _ MOLTONI _ POLICASTRO _ AZZINI _ AIELLO _VIGNALE _ SAIMANDI _ ARTOLINI _ BRUSCELLA _ BIA _ GROMI _ FERNANDES |

 

 

| h. 15.30 Elena TORTIA _ Tra Noi | Performance | Piazza Municipio 1

Elena Tortia, Torino nel 1987

 Show

2015

Personale Galleria Moitre, Torino

2014

Performance Gaysha, Galleria Moitre, Torino

 2014

Futuro anteriore, Galleria Marelia, Bergamo

2012

Zoroastrismo 

Collettive

 2014

Underground atto II, Galleria Marelia, Bergamo

Progetto Diogene, Torino

Progetto Cuki, casa d’artista, Artissima, Torino

Tosh, a cura di Igav, Shanghai

Progetto Imago Mundi, Fondazione Benetton Studi e Ricerche

 2013

Tosh, Torino Shanghai, a cura di IGAV, Palazzo Paesana di Saluzzo, Torino

Festival internazionale di performance art, T.P.A., Torino

It Happened tomorrow, a cura di gruppo Resò Meet up, Fondazione arte moderna/contemporanea, Torino

 2012

Collaudi, Motor Village, Torino

Efflorescenze, Chiesa di San Giuseppe, Alba

Performance In-Sedimento, via Carlo Alberto, Torino

16 concorso internazionale di scultura, Fondazione Peano, Cuneo

 2011

Biennale d’Istanbul, evento parallelo

 2010

V Triennale d’arte internazionale, Università di Marmara, Turchia

 2009

Soltanto chi sogna raggiunge l’impossibile, Accademia di Belle Arti, Torino

 

| h. 17.30 Tatiana Fenoglio e Marco Levrone in “Prosopopea Inversa” photo e sonorizzazioni | Pinacoteca Civica

 

Prosopopea Inversa è un percorso audio-visivo di sette opere: ad ogni visione estetica corrisponde un breve stimolo sonoro-musicale. Le due dimensioni del sentire, quella visiva e quella acustica, s’impersonificano a vicenda: la musica suggerisce delle cose che si possono ritrovare nel quadro, e il quadro, a sua volta, indossa comodamente la musica. Infatti, prosopopea  significa dare una voce ad oggetti inanimati; ed è inversa perché i “pezzi di realtà” vengono catturati e riassemblati.

Marco Levrone nasce a Savigliano (Cn) il 9 settembre del 1982 e da circa dieci  anni si “esercita” nel campo della fotografia e da circa quattro crea opere. Egli stesso ci racconta il suo processo creativo: “ CREO OPERE CHE PARTENDO DA UNA MIA FOTOGRAFIA DIVENTANO ASSEMBLATI DI PEZZI DI FOTOGRAFIA, CARTA E CARTONE, CON RARO USO DEL PASTELLO A CERA O DELLA TEMPERA. SE DENTRO UNA FOTOGRAFIA INTRAVEDO LE RIGHE GIUSTE, LA FACCIO A PEZZI, LA TAGLIO, NE ALTERO GLI SPESSORI RICOMPONENDOLA SU UNO SCHELETRO DI CARTONE. USO RIGHELLO, CARTA, CARTONE, FOTOGRAFIE, COLLA, POCO ALTRO”.

Sin dall’ inizio la sua idea è stata quella di recuperare materiale “di riciclo” unendolo poi ad una operazione di estrapolazione di linee e forme essenziali contenute nelle fotografie.

La sua intenzione è quella di permettere a chi osserva il suo elaborato di fuggire, almeno in parte, dal realismo della fotografia creando qualcosa di nuovo, qualcosa che l’ occhio deve riprodurre come diverso. Si avvale per questo scopo di forme tridimensionali, colori ed ombre.

L’ artista aggiunge inoltre che la sua ispirazione “GIUNGE ANCHE, IN QUALCHE MODO, DALL’OPERA DI ASTRAZIONE DI PIET MONDRIAN, SOPRATTUTTO NELLA MISURA IN CUI, NELLA MATURAZIONE DELLA SUA ESPERIENZA ARTISTICA, IL PITTORE OLANDESE SUGGERISCE ESSENZIALMENTE DI ESTRARRE LINEE DAL RITMO DELLE FORME”.

MARCO NON HA MAI FREQUENTATO CORSI DI FOTOGRAFIA O PERCORSI DI STUDI ARTISTICI.

HA IL DIPLOMA DI MATURITÀ SCIENTIFICA ED È LAUREATO IN GIURISPRUDENZA E CI RACCONTA CHE PROPRIO NEL PERIODO IN CUI DA DISOCCUPATO CERCAVA LAVORO È NATA UNA SUA OPERA CHE HA INTITOLATO  “AUTOBIOGRAFIA  DI UN’ATTESA”, UN  AUTORITRATTO CHE  RISPONDEVA  ALL’ESIGENZA DI

AUTOSPACCARSI LA FACCIA PER RICOSTRUIRLA COME LUI PIÙ AGGRADAVA.

SI TRATTA QUINDI DI UN AUTODIDATTA CHE AD OGGI HA REALIZZATO CIRCA VENTICINQUE OPERE NATE DALLA NECESSITÀ DI DARE SPAZIO ALLA PROPRIA VOGLIA DI CREARE.

EGLI USUFRUISCE DELLA GRATUITÀ DI UN MATERIALE UMILE COME IL CARTONE DELLE SCATOLE GIAUSATE  TENTANDO  DI  CREARE  QUALCOSA  DI  BELLO  ED  ALLEGROSPESSO  TRASFIGURANDO UNA FOTOGRAFIA CHE RITRAE QUALCOSA DI BRUTTO, VECCHIO, INQUINATO, DIMENTICATO O SEMPLICEMENTE TREMENDAMENTE QUOTIDIANO. QUESTO VUOLE ESSERE IL RIFLESSODEL MIO IMPALCARE UN IMMAGINE.

 

 Tatiana Fenoglio nasce a Savigliano il 5 marzo 1985. Laureata in giurisprudenza, attualmente lavora in una casa di riposo. L’approccio alla musica inizia da ragazzina studiando il pianoforte. Successivamente prende il sopravvento la passione per le percussioni e la rumoristica. La sensibilità al paesaggio sonoro in cui siamo immersi, così come ai colori di un pezzo melodico diventano infine  l’interesse principale. La lunga amicizia con il fotografo Marco  e l’adorazione per le sue opere tridimensionali sono lo stimolo per creare un’opera visivo e sonora fatta di fotografie ricomposte da una parte e  rumori elaborati e riassemblati in racconti da ascoltare. I suoni della natura e dell’ambiente vengono catturati con microfoni e Zoom H4N, segue la parte compositiva con l’utilizzo di registrazioni di strumenti e tastiera midi.

Il suono o rumore è il protagonista. I rumori si concatenano e i rumori suggeriscono, invitano alla breve parte melodica o ritmica. I rumori naturali di una voce o dell’acqua strecciati diventano il rumore di una sirena, sinonimo di rappresaglia per i partigiani nascosti. Il suono della porta che sbatte cadenza l’ alternatività delle scelte. Voci di operai al lavoro diventano ululati di fantasmi.

Immagini che stimolano suoni concreti, diventano brevissimi racconti.

Ecco, allora, che la tridimensionalità del quadro viene amplificata in una quarta dimensione: il suono, il racconto. La tridimensionalità ti chiede di entrare di più nel quadro, il suono ti avvolge, ti abbraccia, ti circonda e t’invita a rimanerci ancora qualche secondo. L’osservatore infine aggiunge un’ulteriore sua, propria dimensione.

 Prosopopea inversa è un progetto pilota per la realizzazione di nuove opere di paesaggi visivi destrutturati e di paesaggi sonori reinterpretati.

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