Io, robot

Io, robot

Esistono decine di libri, film e fumetti che raccontano di un futuro in cui uomini e androidi vivranno in simbiosi, come in Blade Runner, Io e Caterina, Terminator, Robocop, o la serie Alita, fumetto e anime di più recente edizione. 

Mondi e universi che sono sempre sembrati lontani e impossibili almeno nel running

E invece eccoli qui. Qualche giorno fa nel distretto di Daxing, a Pechino, è stata organizzata la prima mezza maratona in cui a contendersi lo scettro del vincitore sono stati uomini e robot.

Non sono mancati gli aspetti esilaranti. Un piccolo androide caduto a terra si è rialzato da solo dopo pochi minuti, tra gli applausi della folla. Un altro, progettato per assomigliare a un Transformer, ha deviato dalla rotta schiantandosi contro una barriera e travolgendo un ingegnere. 

I promotori dicono che i robot non sono stati progettati per fare concorrenza all’essere umano ma per dare sostegno agli atleti e non solo. 

Sostengono infatti che diverse saranno le funzioni che questa tipologia di umanoidi potrà svolgere durante un grande evento. Oltre a essere dei pacers infallibili, potranno anche aiutare i partecipanti fornendo feedback in tempo reale su fattori come frequenza cardiaca, temperatura e qualità dell’aria.

Potranno anche migliorare la sicurezza durante gli eventi attraverso la navigazione autonoma, il monitoraggio in tempo reale e l’analisi dei big data. Potranno gestire la sicurezza lungo il percorso di gara, rilevare movimenti insoliti della e tra la folla o situazioni di emergenza e allertare rapidamente il personale di sicurezza.

Pare che potremo anche vedere all’opera robot dotati di forniture mediche, come ad esempio i defibrillatori, o in grado di analizzare le condizioni di un atleta tramite telecamere e sensori per identificare coloro che necessitano di cure mediche immediate. 

Che dire?

Solidarietà per i robot che non potranno mai percepire la meraviglia della fatica e del sudore. 

Claudio Lorenzoni

Condividi l’articolo

WhatsApp
Facebook
Twitter
LinkedIn
Telegram
Email

Notizie correlate

Il 26 e 27 luglio l'ultra runner Claudio Lorenzoni e l'artista visivo Davide Fasolo ricordano Cesare Pavese con un'ultra maratona di 100km tra Camo, Ovada e Genova. 
Alla scoperta dell'arte giapponese di correre
Sapevi che il cantante dei Clash era un maratoneta?
Scopri di più sulla storia di Vincenzo e Valentina e sostieni anche tu il progetto Run for Cornelia.
Claudio Lorenzoni prova a spiegare le motivazioni dietro a attività a prima vista incomprensibile come quella dell'ultrarunning.
Cosa ci fa il podismo nella traduzione italiana di Moby Dick?