This Must Be_U

Il viaggio che cambia il finale

Cosa succede quando si sceglie di tornare indietro: corpo, scrittura e memoria in This Must Be _ U

Nel 2026 torna #ThisMustBe, un progetto performativo iniziato nel 2019 che, nel tempo, ha costruito un percorso intenso e stratificato attorno a tre elementi fondamentali: il corpo, il tempo e il rito.

Al centro del progetto ci sono azioni semplici e radicali come il camminare e il correre.

Ma qui il movimento non ha nulla a che vedere con la performance sportiva: diventa piuttosto un linguaggio essenziale, un modo per abitare lo spazio e per entrare in contatto con la memoria, personale e collettiva.

Nel corso degli anni, #ThisMustBe si è sviluppato in cinque atti – The Place, ULTRA, The Way, Dolorem Ipsum e The End – ognuno dei quali ha contribuito a spingere l’esperienza verso una maggiore intensità. 

In questo processo, il ruolo del soggetto si dissolve progressivamente: il corpo smette di rappresentare qualcosa e si limita a esserci, a accadere. Attraversare paesaggi, città e relazioni diventa così un gesto simbolico, capace di accumulare e trasformare memoria.

Uno dei riferimenti più profondi del progetto è l’opera di Cesare Pavese. Nei suoi scritti, il gesto quotidiano si carica di valore rituale, il paesaggio diventa spazio emotivo e il legame tra amore, perdita e limite assume una forza centrale. Il progetto dialoga con questi temi in modo diretto, ma anche attraverso un’esperienza concreta: gli artisti (Lorenzoni | Cei) hanno attraversato i luoghi della vita di Pavese, arrivando a dormirvi, nei punti che segnano l’inizio, l’esilio e la fine della sua storia. La letteratura, in questo modo, si trasforma in esperienza vissuta.

Da questo incontro nasce una domanda potente: cosa sarebbe successo se Pavese avesse scelto di non morire?

È qui che prende forma #ThisMustBe _ U. L’ipotesi è semplice e radicale: Pavese arriva a Santo Stefano Belbo con la bozza di “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi” nello zaino, ma invece di fermarsi, decide di tornare a Torino. Un gesto minimo, ma capace di cambiare tutto.

Questo viaggio “al contrario” diventa un percorso di riconciliazione. Attraverso incontri, lettere e gesti di perdono, il protagonista ricuce il rapporto con i luoghi, con le persone e con sé stesso. La scrittura torna a essere uno strumento vitale: rileggere e riscrivere le proprie parole trasforma il dolore e la memoria in consapevolezza.

In questa nuova prospettiva, la morte non è più una fine inevitabile, ma un orizzonte con cui confrontarsi. Il corpo, il paesaggio e i gesti quotidiani costruiscono una diversa etica della presenza, fatta di responsabilità, attenzione e possibilità.

Il progetto si concretizza in tre azioni performative che uniscono corsa e scrittura. A guidarle è il tema del ritorno e, soprattutto, la centralità del pronome “TU”, così ricorrente nella poesia di Pavese: un “tu” che può essere una persona, un ricordo, un’assenza, o forse la vita stessa.

#ThisMustBe_U si muove proprio in questo spazio aperto: non cerca soluzioni né consolazioni, ma resta fedele a una necessità profonda. Quella di continuare a vivere, ricordare e scrivere, trasformando la fragilità in gesto e il gesto in possibilità.

Dopo la prima tappa del 28 marzo (#LaViaDolorosa) la prossima sarà il 9 maggio (#TuYouAlwaysForever).

Il progetto si concluderà il 27-28 giugno in occasione del Pavese Festival 2026

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