Frans Ferzini

Chi e’ Frans Ferzini?Da dove viene e dove va? 

Frans proviene dalle terre Matildiche in una valle, detta dei Cavalieri, posta tra le montagne al confine tra le province di Parma e Reggio nell’Emilia. I suoi antenati, Longobardi, furono vassalli di Matilde di Canossa… è da qui che traggo lo spirito radicale, il soffio medievaleggiante, il sapore dell’arenaria e la coscienzialità di mestiere… ogni terra forgia un uomo a sua misura e somiglianza… e questo sapere vien portato nel mondo… potrò viaggiare all’infinito e recarmi al di là dei mari, scoprirò genti, piante e gemme d’ogni tipo… pur tuttavia tornerò sempre a casa mia dove le radici affondano nel terreno buono.
Questo io sono, l’odore del fango primigenio sull’arenaria bagnata… un semplice che diviene complesso ed agogna il grande rientro alla semplicità… la forma ritorta alla spasmodica ricerca della propria anima… mistico, assoluto.

Presentati con un’opera d’arte del passato di qualche grande (o non grande) artista e dicci perché.

Per quanto sia logico amare Michelangelo per uno scultore del marmo, io mi identifico con molti esecutori del medioevo, spesso sconosciuti a chi non del mestiere (Vgo magister, Ursus magister, etc) o con i grandi interpreti del medioevo lapideo (Wiligelmo, Antelami, etc ) ma sarebbe riduttivo per un corporativo nominare un personaggio quando in realtà è l’insieme della squadra operativa a determinare l’opera che a me interessa la quale non consiste nell’eclatante e virtuosa scultura e tantomeno nella vanità dei merletti più o meno baroccheggianti, bensì nel semplice sasso squadrato, prima operazione, concettuale e funzionale, atta a sorreggere un muro, simbolo d’unione, o d’un arco, magnifico esempio di Mutuo Soccorso al quale tutti gli uomini dovrebbero guardare.

Con tre parole la tua Arte:

Ricerca interiore e formale… continuazione della tradizione… “io non sono importante bensì la mia opera!”

Cosa vuol dire scolpire? 

Spezzare la crosta della pietra è per me spezzare la crosta della mia coscienza.

La persona o l’evento che ti ha cambiato la vita (a livello artistico) nel bene o nel male?

Molti avvenimenti sono complici della mia trasformazione, drammatici o felici, ma tutti estremamente didattici, ed ancora cambierò.
Ho conosciuto personaggi incredibili, come Beuys, che mi hanno allargato il mondo, o i semplici cavatori a Carrara che hanno trasformato il mio cuore in un blocco di marmo candido, una forma iniziatica questa che stravolse per sempre la mia vita… o semplicemente mio padre, lavoratore delle pietre da tetto e posatore per l’edilizia, le sue mani. grandi, forti, eppur delicate nell’accarezzarmi.

Hai già visto Camo?

No! Non lo conoscevo ma le foto viste ultimamente mi riportano a quel mondo contadino da cui provengo e a cui aspiro.

Museo a Cielo aperto. Come lo vedi il cielo sopra il progetto, sopra l’arte?

Il cielo sopra è un cielo da esplorare sempre, esso è lo spazio e nulla più di questo delimita la forma, esso non è solo sopra ma è intorno e quel che più conta è dentro!

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CURATORE Claudio Lorenzoni