Marco Rea

Dicci chi sei, cosa fai nella vita di persona e nella vita di artista e come mai sei qui.

Sono Marco Rea.
Non ho una vita come persona ed un’altra come artista, le due cose sono inscindibili e fuse insieme.
la mia vita personale è nella mia arte e allo stesso tempo la mia arte è sempre e costantemente parte della mia vita.
Sono qui per mostrarvi ciò che creo e che è dentro di me.

Presentati con un’opera d’arte del passato di qualche grande (o non grande) artista e perche’.

“Autoritratto con mano sulla guancia” di Egon Schiele.
E’ un artista che ho amato totalmente e che amo tutt’oggi. Trovo il suo lavoro estremamente affascinante e perfetto nella sua imperfezione.
L’opera è uno dei suoi numerosi autoritratti, rappresenta l’artista nel compiere il gesto di spalancare uno dei suoi occhi come per andar al di la della realtà, poter vedere oltre o forse semplicemente vedere dentro di se.
Ed è proprio questo che cerco attraverso le mie opere, una ricerca introspettiva; in modo uguale e diverso io svuoto gli occhi dei miei soggetti proprio per scavare all’interno e calarmi dentro di me.
Grazie a lui ho scoperto ed iniziato ad amare l’arte. Ho capito che alcune cose che avevo dentro erano state affrontate anche da altre persone e ho iniziato a cibarmi di arte, tutta quell’arte che va dall’Impressionismo ad oggi. Il mio lavoro deve molto a tutti quegli artisti che hanno saputo emozionarmi sussurrandomi con dolcezza o urlandomi in faccia con violenza il loro Io più profondo.

La cosa che non sopporti e la cosa che ami nel mondo dell’arte.

Non sopporto molto dovermi esporre in prima persona, mi reputo una persona riservata, forse un pò chiuso nel mio mondo e non amo molto dover presenziare alle mostre o dover fare video interviste, odio farmi fotografare, preferisco che siano le mie opere a parlare per me.
La cosa che amo è stare nel mio studio, con la musica che apprezzo e i colori. Amo l’atto creativo. Quell’amore-lotta che si instaura con l’opera da realizzare. A volte ci amiamo, altre ci odiamo e i risultati li vedete nei miei lavori.

La persona o l’evento che ti ha cambiato la vita (a livello artistico)

Credo che la scoperta dell’artista Francis Bacon sia arrivata a me come un colpo al cuore.
Mi ha aperto un mondo, sono rimasto a bocca aperta di fronte ai suoi ritratti, totalmente affascinato dalla sua arte.
Le sue opere hanno influenzato indelebilmente la mia ricerca che poi logicamente si è evoluta in una ricerca più intima e personale.

Hai già visto Camo? Che impressione ti ha fatto?

Ancora no, e non vedo l’ora di conoscerla!
Il bello di fare mostre è anche questo: conoscere posti nuovi e affascinanti.

La tua opera biglietto da visita

Cerco molto di sperimentare, attualmente l’opera che più mi rappresenta è “Interferenze”; le interferenze sono rappresentate da quelle “macchie astratte di colore” che sovrastano il volto rappresentato. Ho sempre cercato di mettere nei miei lavori una “nota stonata” che faccia travisare l’osservatore, e la protagonista di quest’opera è proprio quell’interferenza di colore a cui ho dedicato il titolo. Un’interferenza, un “imprevisto” di colore che spiazza sia l’osservatore che il creatore.

Museo a Cielo aperto. Come lo vedi il cielo sopra il progetto?

Il cielo sopra il progetto lo vedo creativo. Rimango sempre affascinato dalle opere d’arte che il cielo con i suoi agenti atmosferici è in grado di realizzare.
Resto ammaliato da ruggini, muffe, “disegni” realizzati dalla pioggia o dal vento, dall’umidità e dal sole o semplicemente dal logorio del tempo; creando un’arte meravigliosa. Sono curioso di vedere come il tempo interverrà sulla mia opera, sarà come poter realizzare un’opera a “quattro mani”, io ed il tempo di Camo.

Anteprima sul lavoro che esporrai

Il lavoro che esporrò è un’opera di qualche anno fa, un’opera a cui do una grande importanza a livello di sperimentazione.
Rappresenta una ricerca sul movimento, non un movimento legato all’atto reale di spostarsi, ma piuttosto alla rappresentazione del pensiero di muoversi.
La maggior parte delle mie opere rappresentano un pensiero, un sogno, un ricordo offuscato più o meno reale.

Cosa saresti  se non avessi fatto l’artista?

Sorridendo, mi viene da dire che senza l’arte sarei stato una persona depressa! L’arte mi permette di esprimere me stesso, è una valvola di sfogo per tutte le emozioni, sia belle che brutte. Forse, se non avessi dipinto, avrei fatto lo scrittore, o comunque qualcosa che mi avesse permesso di esternare me stesso.

 

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